Beer&Klezmer – Apecchio 26 maggio – Teatro dei Filodrammatici
Nello splendido scenario della Città della Birra, ai piedi del Monte Nerone, Apecchio vi aspetta sabato 26 maggio per la I^ edizione di Beer&Klezmer. Una serata dedicata alla musica Klezmer abbinata alle eccellenze territoriali dove la birra farà da Regina. Al Teatro dei Filodrammatici i Klezroym con il loro genere musicale, a partire dalle ore 21.00 (in due concerti), debutteranno facendo da cornice all’evento. Prima di ogni esibizione a Palazzo Ubaldini a partire dalle 19.30 è possibile degustare le eccellenze territoriali abbinate alla Birra Artigianale di Apecchio. Un’AperiCena curato nei minimi dettagli dall’Associazione Apecchio città della Birra in collaborazione con la Pro Loco.
La musica Klezmer…
Allo stesso tempo passionale e contemplativa, a volte selvaggia e frenetica, la musica Klezmer ha assorbito moltissimo dal folclore est-europeo e zigano, combinandolo con l’espressività tipicamente ebraica. Estremamente coinvolgente, il klezmer è un esempio di forma musicale tradizionale in continuo sviluppo, che interagisce con successo con sonorità più moderne. La musica Klezmer – e la musica ebraica più in generale – é la radice e lo spunto per una ricerca che ha portato i KlezRoym a scrivere brani del tutto originali ed a realizzare arrangiamenti in cui la matrice tradizionale è importante riferimento musicale ma soprattutto modello di libertà ed apertura alle diverse matrici culturali dei musicisti del gruppo. I KlezRoym, partendo dalla riscoperta del patrimonio musicale ashkenazita (ebraico dell’Europa Orientale) e sefardita (ebraico-spagnolo), propongono un continuo lavoro di incontro tra diverse culture musicali (mediterranea, mediorientale, italiana), costruendo un suggestivo ponte sonoro tra musica popolare e jazz contemporaneo.
Per tutta la serata nel centro storico sarà aperto il punto “shop” dell’ Associazione Apecchio città della Birra dove sarà possibile degustare la birra Artigianale di Apecchio abbinata alle eccellenze territoriali.
Dalle ore 23.30 BUON COMPLEANNO ASSOCIAZIONE !!! L’Associazione Apecchio Città della Birra compie 1 anno di attività e verrà offerta la torta a tutti !
Scarica la Rassegna Stampa e la Biografia dei Klezroym.
Ascolta i Klezroym.
Programma:
Dalle ore 19.30 [prima di ogni concerto] – Palazzo Ubaldini AperiCena alogastronomico con le Birre Artigianali di Apecchio abbinate ai prodotti locali
Primo concerto ore 21.00 – Teatro dei Filodrammatici
Secondo concerto ore 22.30 – Teatro dei Filodrammatici
Prevendita Tiket completo presso in.pu.t. Pesaro:
t. 0721.1836768 – www.inpesarourbino.com
t. 0721.1836666 – www.marcheholiday.it
Il Tiket completo comprende “AperiCena” alogastronomico e Concerto
€ 22,00 [su prenotazione]
€ 25,00 [prima di ogni concerto]
Scarica QUI la cartolina dell’evento.
Tour organizzati e pacchetti turistici convenzionati.
Viaggio A/R in pullman e Tiket concerto (Compresa assicurazione medico/bagaglio) > € 45.00
Viaggio A/R in pullman, visita ai Birrifici di Apecchio, pranzo “alogastronomico”, Tiket concerto (Compresa assicurazione medico/bagaglio) > € 75.00
Viaggio A/R in pullman, visita al birrifici di Apecchio, pranzo “alogastronomico”, Tiket concerto, 2 pernottamenti in casale/villa** (Compresa assicurazione medico/bagaglio) > € 175.00
Solo per il 26/27 maggio
Viaggio A/R in pullman, visita al birrifici di Apecchio, pranzo “alogastronomico”, Tiket concerto, 1 pernottamento in casale/villa** (Compresa assicurazione medico/bagaglio) > € 125.00
* Il Tiket concerto comprende “AperiCena” alogastronomico e Concerto
** Occupazione del casale/villa minimo 4 persone
Per informazioni:
t. 0721.1836666 – Numero verde 800 98 38 48 – info@marcheholiday.it
Alcuni cenni storici di riferimento…
VICOLO DEGLI EBREI (Restaurato dall’Amministrazione Comunale nell’anno 2007 con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro)
La presenza della comunità ebraica in Apecchio è documentata dalla fine del XV secolo. Negli Statuti che il conte Ottaviano Ubaldini della Carda dette al castello di Apecchio nel 1492, sono riportati alcuni capitoli che disciplinavano le attività svolte dalla piccola comunità ebraica apecchiese formata da una trentina di persone. Tali norme fissavano il saggio di interesse sul prestito di denaro che non poteva essere superiore al 12% per i cittadini locali e al 18% per quelli forestieri, si stabilivano i giorni in cui gli ebrei potevano tenere aperto il banco e come gli stessi potevano procurarsi la carne kasher, cioè adatta per essere consumata. La via dove vi trovate si chiama ancora oggi via dell’Abbondanza, perché qui gli ebrei avevano i magazzini e i banchi delle loro merci (pellame, tessuti, granaglie e alimenti vari). La comunità ebraica visse ed operò in Apecchio per oltre cento trenta anni, fino al 1631 quando, a seguito della devoluzione del ducato di Urbino alla Santa Sede, gli ebrei vennero trasferiti nei ghetti di Pesaro, Senigallia e Ancona. Questo vicoletto, lungo 28 metri e largo da un minimo di 37 a un massimo di 42 centimetri, tanto da essere considerato uno dei più stretti tra quelli esistenti, ha avuto origine affinché gli ebrei non sfuggissero al pagamento di una ingente gabella. Infatti Papa Giulio III nel 1552 decretò che le sinagoghe e le case degli ebrei dovevano essere costruite in edifici separati, anche se vicinissimi a quelli dei cristiani, per non sfuggire al pagamento della tassa di dieci ducati annui, una somma cospicua che andava a finanziare gli istituti che a Roma ospitavano gli ebrei convertiti. Il “giro d’aria”, come veniva anche definito, delimita l’intero caseggiato di destra (per chi legge) formato dalle abitazioni degli ebrei, attuale lato sinistro di via Gramsci, dove troviamo a metà circa della via, il piccolo cortile in cui veniva celebrata la festa delle Capanne (Sukkòt), la sinagoga ed il forno.
SINAGOGA E FORNO DEGLI EBREI (Acquistato e restaurato dall’Amministrazione Comunale nel 2007 con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro)
Questo edificio era la sinagoga. Sopra le finestre sono ancora visibili i triangoli di mattoni che riportano alla tradizionale forma ad ogiva. All’interno di questo fondo si conserva un vecchio forno a legna che ha la caratteristica di avere la volta bassa, adatta per la cottura del pane azimo, cioè non lievitato, tipico della tradizione ebraica. Il forno, usato per la cottura degli alimenti fino ai primi anni Sessanta, ha la particolarità di essere sprovvisto di canna fumaria. Il fumo che fuoriusciva dalla porta e dalla finestra ha lasciato tracce ancora visibili sulla parete esterna. Guardando a sinistra si può notare il cortile dove gli ebrei celebravano la festa delle Capanne (Sukkot). Le case sul lato destro di via Gramsci erano le abitazioni dove gli ebrei hanno vissuto fino al 1631, anno in cui a seguito della devoluzione del Ducato di Urbino alla Santa Sede, gli stessi sono stati trasferiti nei ghetti di Pesaro, Senigallia e Ancona. In fondo alla via, girando a destra in via dell’Abbondanza, si può ammirare il caratteristico vicoletto, uno dei più stretti esistenti. Salendo verso via Garibaldi e girando a sinistra, si può vedere il vicolo dall’ altro accesso.
VICOLO DEGLI EBREI (Restaurato dall’Amministrazione Comunale nel 2007 con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro)
La presenza della comunità ebraica in Apecchio è documentata dalla fine del XV secolo. Negli Statuti che il conte Ottaviano Ubaldini della Carda dette al castello di Apecchio nel 1492, sono riportati alcuni capitoli che disciplinavano le attività svolte dalla piccola comunità ebraica apecchiese formata da una trentina di persone. In tali norme veniva fissato il saggio di interesse sul prestito di denaro che non poteva essere superiore al 12% per i cittadini locali e al 18% per quelli forestieri, si stabilivano i giorni in cui gli ebrei potevano tenere aperto il banco e come gli stessi potevano procurarsi la carne kasher, cioè adatta per essere consumata. Questo vicoletto, lungo 28 metri e largo da un minimo di 37 a un massimo di 42 centimetri, considerato uno dei più stretti tra quelli esistenti, ha avuto origine affinché gli ebrei non sfuggissero al pagamento di una ingente gabella. Infatti Papa Giulio III nel 1552 decretò che le sinagoghe e le case degli ebrei dovevano essere costruite in edifici separati, anche se vicinissimi a quelli dei cristiani, per non sfuggire al pagamento della tassa di dieci ducati annui, una somma cospicua che andava a finanziare gli istituti che a Roma ospitavano gli ebrei convertiti. Esso delimita, a sinistra di chi legge, l’intero caseggiato formato dalle abitazioni degli ebrei, lato destro di via Gramsci, dove troviamo la sinagoga, il forno a legna e un piccolo cortile in cui veniva celebrata la festa delle Capanne (Sukkòt). L’itinerario prosegue percorrendo via Gramsci.
Promotore d’evento: Comune di Apecchio – t. 0722.989004/05
Partner d’evento: Associazione Apecchio Città della Birra, Pro loco Apecchio, Tenute Collesi, Birra Amarcord, Salumi e Formaggi Fusciani Apecchio
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